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Un elefante a passeggio per il ponte di Brooklyn è stato l’espediente trovato per dimostrare ai newyorkesi la solidità e la sicurezza della pesante struttura in acciaio, messa in dubbio da una crisi di panico collettiva.
Ci sono cose che neanche la scienza è in grado di spiegare. Per quanto
uno scienziato si possa impegnare, non troverà mai le prove dell’esistenza di
Dio. Semplicemente perché la fede è un dogma, una verità assoluta che va
accettata con i suoi principi e le sue dottrine senza porsi troppe domande.
L’uomo ha bisogno di rifugiarsi nel soprannaturale per dare un senso alla sua
vita, e soprattutto per dare un significato alla morte.
Questo non
vuol dire che scienza e fede si debbano escludere a vicenda.
Antonino
Zichichi è un illustre fisico ma è anche un convinto credente. Afferma: “…La scienza è fonte di valori che sono in
comunione, non in antitesi con l'insegnamento delle Sacre Scritture, con i
valori quindi della Verità Rivelata. ..Se fosse possibile dimostrare
l'esistenza di Dio per via di un rigoroso procedimento di Logica matematica,
Dio sarebbe l'equivalente di un teorema matematico. Se fosse possibile
dimostrare l'esistenza di Dio per via di una serie di ricerche rigorosamente
scientifiche, Dio sarebbe l'equivalente di una grande scoperta
scientifica. Se ciò fosse possibile, l'uomo sarebbe in grado di arrivare
al teorema supremo: la dimostrazione matematica dell'esistenza di Dio…Teorema e
scoperta oltre le quali non potrebbe esserci nient'altro. Sia la ricerca
matematica sia quella scientifica hanno invece una proprietà fondamentale in
comune. Ogni scoperta apre nuovi orizzonti. Da:
"Perchè io credo in colui che ha
fatto il mondo" - Ed. il
Saggiatore”.
Riflettiamo sul significato delle parole: “ogni scoperta
apre nuovi orizzonti”. La scienza è sviluppo di nuove conoscenze che applicate
ai vari campi del sapere migliorano la vita delle persone. I progressi nell’ingegneria
rendono le case più funzionali e i ponti più sicuri!. Quelli nell’informatica e
la fisica facilitano il lavoro dei medici, pensiamo alla possibilità di operare
e curare i pazienti a distanza con l’utilizzo di robot teleguidati. La
creazione di farmaci intelligenti, mirati e con scarsi effetti collaterali, è
stata resa possibile dagli sviluppi della chimica e della farmacologia.
Oggi più che mai è importante affidarsi alla scienza e alle
sue potenzialità. Smettiamo di essere dei creduloni e non lasciamoci ingannare
da chi vuole far passare le proprie opinioni personali come verità
scientifiche!
A parte la fede, e altre verità inconfutabili come alcuni postulati matematici, tutto il resto può e deve essere esaminato sotto la lente d’ingrandimento della scienza.
La prova dell’elefante
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Molti di voi ricorderanno l’aneddoto legato all’inaugurazione
del ponte di Brooklyn. Un colosso di acciaio, sull’East river, 1800 metri di
lunghezza per 85 di altezza e 20 di larghezza, che collega New York a Brooklyn.
Il completamento dell’opera richiese 14 anni.
Il 24 maggio 1883 ci fu finalmente l’inaugurazione.
La storia della sua costruzione, ricca di
una serie di sfortunati eventi, finalmente aveva avuto fine. Il ponte,
meravigliosa opera di ingegneria, era a disposizione di tanti lavoratori che
ogni mattina si spostavano da una sponda all’altra del fiume. Ma la sfortuna si
accanì ancora una volta e solamente a una settimana dalla trionfale
inaugurazione si verificò uno spiacevole evento. Una donna cadde dalle scale di
legno laterali sul lato di Manhattan e un’altra urlò. La gente pensò immediatamente
che il ponte stesse per crollare. Scoppiò il panico, e tra la folla in fuga morirono
12 persone e ci furono più di 35 feriti (tratto da Focus Storia n. 151, maggio 2019).
Ma il ponte non stava affatto crollando!
La gente aveva semplicemente immaginato
che una cosa del genere stesse accadendo. Si era lasciata impressionare e
suggestionare dalle urla! Ma non si fermò neanche un attimo a riflettere sul
perché la donna stesse urlando. Eppure nessuno aveva visto quello che era effettivamente
accaduto sul lato del ponte. La mente aveva fatto il resto, proponendo la più
tragica delle situazioni: il crollo del ponte e la morte di tutti i passanti.
Com’è facile essere tratti in inganno e
giungere a conclusioni errate! Lo facciamo ogni qualvolta diamo importanza a
quello che succede intorno a noi, senza il giusto spirito critico e d’osservazione. O quando prendiamo per vera
qualsiasi informazione, purché provenga da personaggi autorevoli. O quando,
cosa ancora più grave, utilizziamo i social come unica fonte d’informazione,
non avendo modo di discriminare tra notizie vere e false.
Sta di fatto che la vicenda ebbe
un’influenza negativa sui newyorkesi, che si guardarono bene dall’attraversarlo
da quel giorno in poi.
Una così grande opera di ingegno e
tecnica sarebbe stata destinata a rimanere inutilizzata, se un famoso
imprenditore circense, tale Phineas Taylor Barnum, non avesse ideato uno
stratagemma, di grande impatto emotivo.
Per rilanciare l’utilizzo del ponte, dopo
lo shock dell’episodio, lo fece attraversare a 21 elefanti, 10 dromedari e 7
cammelli, dimostrando che i cavi d’acciaio erano in grado di sostenere quel
peso enorme.
La scienza era, ancora una volta, intervenuta al servizio della società.
Foto:
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